La Croce di Grado: un dono che racconta una storia lunga quattordici secoli

In occasione della visita dell'Arcivescovo titolare di Grado, Mons. Giovanni Pietro Dal Toso, laComunità cristiana ha voluto consegnargli una riproduzione della Santa Croce di Grado. Non è stato un semplice omaggio, ma un gesto ricco di significato, capace di richiamare una delle pagine più importanti della storia della nostra Chiesa.
Secondo le antiche cronache, nell'anno 631 (630) l'imperatore bizantino Eraclio inviò al Patriarca Primigenio due doni di straordinario valore: la cattedra di San Marco, memoria delle origini apostoliche della Chiesa aquileiese, ed una preziosa cattedra-reliquiario in alabastro contenente una cospicua porzione della Santa Croce. Quel gesto rinsaldava il legame tra il Patriarcato di Grado e l'Oriente cristiano, riconoscendo il prestigio e la dignità della sede patriarcale gradese.
Riprendendo idealmente quel gesto, la nostra Comunità ha voluto donare, al proprio Arcivescovo titolare, la riproduzione della Croce custodita nel Tesoro Civico della Basilica, affinché lo accompagni nel suo ministero come memoria delle radici storiche e spirituali della Chiesa di Grado.
La Croce di Grado si distingue per la sua particolare forma a due bracci, detta anche croce patriarcale. I due bracci orizzontali richiamano, anzitutto,
la Croce di Cristo: quello superiore, più corto, ricorda il cartiglio con l'iscrizione posta sopra il capo di Gesù, mentre quello inferiore rappresenta
il braccio sul quale furono distese le sue mani durante la crocifissione. Nel corso dei secoli, questa forma è divenuta il simbolo proprio delle sedi patriarcali, esprimendo la dignità e la responsabilità dei Patriarchi quali custodi della Fede apostolica e servitori della comunione della Chiesa. Nel caso di Grado, essa richiama, inoltre, la particolare missione svolta dall'antico Patriarcato, ponte tra il mondo latino e quello bizantino.
La riproduzione, donata a mons. Dal Toso, raffigura, dunque, la croce patriarcale a due bracci, che non va confusa con la croce papale. Quest’ultima è, infatti, caratterizzata da tretraverse orizzontali di diversa lunghezza ed è il simbolo proprio del ministero del Romano Pontefice. Tradizionalmente le tre traverse richiamano il triplice servizio del Papa come Vescovo di Roma, Successore dell'Apostolo Pietro e, storicamente, Patriarca d'Occidente.
La croce patriarcale di Grado e la croce papale raccontano, quindi, due realtà diverse ma profondamente unite: la prima richiama la storia e la dignità dell'antico Patriarcato gradese; la seconda esprime il ministero universale del Vescovo di Roma. Entrambe le croci testimoniano la ricchezza della tradizione della Chiesa e la comunione che lega le diverse Chiese particolari attorno all'unica Fede in Cristo.
Al di sopra di ogni valore storico o artistico, la Santa Croce di Grado rimanda al cuore stesso del cristianesimo. Essa ricorda che la Croce non è il segno della sconfitta, ma della vittoria dell'amore di Dio. È il luogo in cui Cristo ha donato la propria vita per il mondo e dal quale è scaturita la speranza della Risurrezione.
Per questo, la riproduzione, consegnata all'Arcivescovo titolare, non rappresenta soltanto un ricordo di Grado, ma la consegna di una memoria viva: quella di una Chiesa che, da quasi millequattrocento anni, continua a custodire ed annunciare il mistero della Croce e della Risurrezione del Signore.