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7 Novembre 2026

La Festa della Dedicazione della Basilica

La Festa della Dedicazione della Basilica

Viviamo oggi, in questa prima domenica dopo i giorni della memoria, la festa liturgica della Dedicazione della Basilica di Sant’Eufemia. Sotto il tappeto rosso, all’ingresso della Basilica, si trova un’antica iscrizione musiva che ricorda la dedicazione del tempio, avvenuta il 3 novembre dell’anno 579.
Le parole, ancora oggi leggibili nel mosaico, raccontano la rinascita di una casa di Dio resa splendida dalla cura e dalla Fede del Vescovo Elia:

“Atria quae cernis vario formata decore,
squalida sub picto caelatur marmore tellus…
haec sunt tecta pio semper devota timori.”

ovvero:

“Il complesso che tu ammiri, splendido nei vari elementi di bellezza, già il lungo tempo aveva offuscato per decrepitezza di vetustà… Ecco le vecchie strutture cedere il posto alla magnificenza delle nuove per la premurosa opera del beatissimo presule Elia. Questo è il tempio sempre sacro al timor di Dio.”


Domenica, quindi, celebriamo la bellezza della nostra Chiesa. Ma quale bellezza? Non soltanto quella delle pietre antiche, dei mosaici preziosi, delle colonne e dell'armonia architettonica che rendono unica la nostra Basilica. È certamente una bellezza che affascina, che racconta la storia e che merita di essere custodita e tramandata. C'è una bellezza ancora più grande: quella di una Comunità che, da quasi quindici secoli, continua a riconoscere in questo luogo la propria casa spirituale. La Basilica non è soltanto un monumento da ammirare, ma una casa da abitare. È il luogo dove generazioni di donne e uomini hanno pregato, gioito, pianto, celebrato la vita ed affidato a Dio le proprie speranze. Qui sono stati accolti bambini nel Battesimo, si sono celebrate promesse d'amore, si è trovato conforto nel dolore e si è annunciata la speranza della Risurrezione. Il vescovo Elia ci ha consegnato una Basilica fatta di pietre e di mosaici ma, soprattutto, ci ha affidato un compito: continuare a costruire una Chiesa fatta di persone, di relazioni, di Fede vissuta e di carità concreta. Celebrare la Dedicazione significa, allora, non fermarsi a contemplare ciò che abbiamo ricevuto, ma domandarci che cosa stiamo costruendo oggi e quale eredità spirituale lasceremo a chi verrà dopo di noi.

La vera bellezza della Basilica di Sant'Eufemia non è soltanto quella che possiamo ammirare alzando gli occhi, ma anche quella che possiamo riconoscere guardandoci gli uni gli altri.

Le pietre custodiscono la memoria. La Comunità rende viva la Chiesa. 

E la Fede le dona un futuro.